I coccodrilli
Struggente appello del filosofone Marcello Veneziani su “Il Giornale” di ieri. A chi? Ovviamente al presidente della Repubblica, che ormai è tirato per le mutande. Prima era l’opposizione che lo nominava tutti i giorni suscitando le reazioni piccate degli esponenti del governo, ora è il momento della maggioranza, che ormai agonizzante non ha più alternative. Chiaramente sono i suoi giornali(sti) a farlo, come al solito non facendolo passare come un appello disperato ma come una cosa normale, in questo decisamente più furbi dei loro avversari politici. Avevo commentato il mitico Tramontano il mese scorso, oggi vediamo le idiozie che scrive il suo successore.
Già l’incipit è geniale, farneticando di Fini che fa il “becchino” e la sinistra e i suoi giornali che invocano crolli e alluvioni per far cadere il governo. Dimenticando, per esempio, che tra dicembre 2007 e gennaio 2008 il Giornale e Libero fecero tonnellate di inchieste sulle tonnellate di rifiuti a Napoli per far cadere Prodi, addirittura denunciando la sparizione della notizia dagli altri giornali per favorire il governo, profezia di quello che avrebbero fatto loro a partire da qualche mese dopo per due anni.
Senza contare che poi ci sono i facinorosi organizzati che contestano il governo, “poche centinaia”, come se in Italia poche centinaia di persone non avessero gli stessi diritti di quelli che leccano il culo a Berlusca (come Veneziani tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente).
Ma il motivo che mi ha spinto a fare questo post è il ca-po-la-vo-ro di metà editoriale:
Se fossimo un Paese serio, l’opposizione incalzerebbe il governo sulle cose da fare, e si preparerebbe a presentarsi in modo credibile alla scadenza elettorale del 2013.
Non siamo un Paese serio Venezià.
Se fossimo un Paese serio, l’opposizione non andrebbe in Senato con la mortadella, cercando con ogni mezzo (rileggersi le intercettazioni Berlusconi-Saccà non le farebbe male) di far cadere un governo al posto di fare proposte serie. Votando l’indulto e poi denigrando Mastella per averlo proposto. E poi candidando Mastella alle Europee (chissà come mai…).
Se fossimo un Paese serio i presidenti di Camera e Senato sarebbero all’opposizione, e ci saremmo risparmiati presidenze orripilanti quali Pera, Bertinotti, Schifani e Fini.
Se fossimo un Paese serio un giornalista che attacca un altro giornalista inventando documenti e confessandolo un mese dopo sarebbe stato pensionato da: colleghi, lettori, editori, oltre che dall’Ordine che gli ha regalato solo 3 mesi di sospensione (capirai).
Se fossimo un Paese serio un candidato leader non darebbe dei coglioni a quelli che eventualmente voterebbero per il suo avversario.
Potrei andare avanti all’infinito ma mi sta venendo la nausea.
Nel proseguio di questo fiume di scemenze, Veneziani propone uno scenario da favola, che sembra scritto da Berlusconi (sembra). Lui che ottiene l’appoggio per fare il premier fino al 2013 in cambio della promessa di un suo ritiro a fine legislatura, per ritirarsi a vita privata o candidarsi al Quirinale o fare il presidente di partito. E’ talmente oscena questa che non sta in piedi manco se uno si sforza: quando finisce la legislatura Silvietto va a processo, tant’è che sta disperatamente cercando di farsi uno scudo, ergo non deve mai finire la legislatura, ergo non si ritirerà mai (visto che la reiterabilità del Lodo Alfano è stata tolta e nemmeno il Quirinale lo salverebbe). Ma perché deve prendere la gente per imbecille, Venezià?
E veniamo al punto: l’appello a Napolitano a fare un appello alle forze politiche. Che appello non si sa. Forse Napolitano dovrebbe fare un discorso a reti unificate dicendo: “Mi rivolgo alle forze politiche affinché mettano da parte le divergenze in nome del bene del Paese, mantenendo in vita il governo Berlusconi che mi ha già promesso che non si ricandiderà nel 2013.” Mah.
Poi secondo questo “libero” pensatore, ci vorrebbe un appello anche ai magistrati: “Chiudete un occhio su tutte le ipotesi di reato. Non importa se qualche italiano non avrà giustizia. Il bene del Paese è più importante della certezza della pena. A meno che non lo chieda la Lega, ma sono sicuro che in questo caso del suo popolo la Lega se ne frega.”
Attenzione perché ora si passa dal comico al patetico:
Sento un’aria feroce, e in questi giorni che conduco in Rai Prima Pagina, avverto serpeggiare nelle pieghe del Paese segnali preoccupanti, dichiarazioni di odio a priori e di disprezzo verso chi non la pensa come loro. Non esiste per loro un’opinione diversa, non può esistere una valutazione diversa; se non disprezzi Berlusconi, il centrodestra o Il Giornale, sei cieco o servo, o non capisci o ti pagano per dire bugie.
Ma dove ha vissuto Veneziani negli ultimi 17 anni? La politica si è ridotta a questo, caro Marci (posso chiamarti così?). A insulti, ognuno sul giornale della sua parte, a battutacce sulla bellezza o sull’orientamento sessuale di un avversario politico, a editoriali di parte. Come il suo, che fa finta di non sapere che “loro” sono anche a destra, e chiamano comunisti quelli che non la pensano come loro, che il loro leader dice “comunisti” ogni 10 minuti, anche senza motivo.
La chiosa di questo pezzo che resterà agli annali è una serie di fanfaronate sul premio di maggioranza e sull’indicazione del premier, quasi fosse una conquista dell’umanità. E di nuovo l’appello al Quirinale perché faccia qualcosa. Ma qualcuno dei buoni che sono nel centrodestra qualche tempo fa non aveva detto a Napolitano che se voleva mettere becco nella politica avrebbe dovuto candidarsi?
P.s.: Oggi parte alla carica anche Paragone, su Libero: “L’unico che può aiutare a rischiarare il cielo è Napolitano, l’uomo da cui tutti vorrebbero avere una risposta: scioglierà le Camere oppure darà il via libera a un governo che trasformi i perdenti delle ultime elezioni in vincenti? Tutti lo vorrebbero sapere anche se tutti credono di conoscere la risposta.” Lei è tra questi, Gianluì?

Ormai mi sono lanciato nelle
Pazzesco. Stanotte
Lo so che ci saranno molte altre occasioni per dire: “abbiamo toccato il fondo”. A questo punto non mi stupisco più di nulla.
Io inizierei a preoccuparmi. La storia si ripete, sarà successo miliardi di volte nella storia dell’umanità. E in quasi tutti quei miliardi di volte chi poteva prevederlo non l’ha fatto, anzi ha continuato ciecamente a comportarsi in maniera ignorante, causando gravi sconquassi. A tutti i livelli.
Bisogna essere riconoscenti a questo Paese. Chi nasce e cresce qui e segue l’attualità, in particolar modo quella politica, impara un sacco di cose.
Bene, io la azzardo. E’ arrivato il momento che facesse una minchiata, la Minchiata.
Internet è una risorsa spettacolare.




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